E' SEMPRE
CARNEVALE
aprile 2000
| Sono passate settimane dalla fine del carnevale, eppure fra i miei amici brasiliani c'è un certo eccitamento: stasera mi porteranno a sentire della musica...loro lo chiamano carnevale ma, penso io, sono solo dei gruppi che cantano!.. Avevano ragione loro: era più di un carnevale!.. Una moltitudine di persone invadeva le strade e come per rispettare la teoria del caos, caoticamente tracimava a colmare ogni spazio vuoto di quella strada dove da lì a poco sarebbe iniziato lo spettacolo. | ||
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Conquistato anche noi il nostro metro di strada in posizione ottimale, mi resi conto che di fronte avevo solo altre persone, non c'era nessun palco, e i cantanti? Non ti preoccupare, adesso vengono, da qui li vedremo bene! Da lontano cominciava ad udirsi della musica, poi sempre più forte, ma dei cantanti nulla. La gente cominciava a danzare sulla strada formando gruppetti a seconda dello stile della danza, | |
| la musica superava ormai abbondantemente il volume del mio stereo di duecento watt che ho a casa, ma i cantanti nulla. Vuoi vedere che mi hanno fregato! Che qui c'è solo qualcuno che mette dei dischi dentro qualche impianto nascosto! Mentre pensavo così, da lontano, sopra le teste della gente cominciai ad intravedere una specie di carro armato ed era chiaro che era da lui che usciva quella miriade | ||
| di watt che ormai avevano trasformato il suono in un vento di particelle d'aria che ti investiva facendoti tremare dall'interno. Cominciavo a preoccuparmi. Mentre ormai la folla intorno si era trasformata in una unica entità in perfetta simbiosi con quelle note, io vedevo che quel mostro di camion grande come una casa, che continuava ad avvicinarsi inesorabilmente verso di me, era una grande minaccia: come | ||
| potevano resistere i miei timpani ad un volume così elevato? Ci separavano ancora duecento metri e già mi tappavo le orecchie, meglio rinunciare allo spettacolo! Le tappai sempre più forte a mano a mano che si avvicinava, quando mi fu di fronte, a circa due metri, vidi che sui fianchi aveva delle paratie scanalate che nascondevano delle casse grandi come il camion e ne era pieno, dalla ruota anteriore a quella | ||
| posteriore. Il suono che ne usciva ormai era un ciclone di onde, e
tappare le orecchie con la massima forza, non ti impediva di far parte
anche tu di quelle vibrazioni. Non eravamo lì per ascoltare musica, ma
per farne parte! Avevo capito! Tolsi le mani dalle orecchie ed approdai nella nuova dimensione. Seppure non sono riuscito a calarmici completamente, ho capito di che cosa si trattava. |
Per un brasiliano starci dentro alla musica,
vibrare con la sua potenza e danzarla insieme, ed insieme ad una moltitudine di
persone che condividono quel suo sentimento.... è il massimo.
E' toccare Dio, è una esperienza che da sola ti ripaga di tutte le frustrazioni
che sei costretto a subire quotidianamente, e forse è addirittura la cosa che
ti da la forza di andare avanti, sopravvivere per non perdere il prossimo
carnevale, e se possibile, non fra un anno, ma quanto prima, magari fra altri
quindici giorni! In occasione della festa della parrocchia!
Passato quel camion ne venne un altro, poi un altro... con i cantanti
sopra al tetto, i musicisti, le ballerine, che festa! Tre ore di pura musica e
allegria e felicità.
Ho solo il grande rammarico di non essere riuscito anche io a condividere in
pieno quella felicità, ci ho provato, ho cercato di lasciarmi andare, ma quelle
note dentro di me hanno trovato un muro più forte di loro oltre il quale non
sono riuscite a penetrare: era il muro della mia cultura.