Santo André
FAVELA DI NOTTE

Il buio di notte nella favela è molto più intenso di qualsiasi altro, il nero è così misterioso che si insinua nei miei pensieri e li governa... mi fa sentire paura. La sensazione di solitudine e di lontananza dal mio mondo cresce a ritmo esponenziale, ed il rapporto fra la mia dimensione di essere ed il mondo esterno cambia il suo valore: sono sempre più piccolo... la mia esistenza e quella dei sassi che calpesto forse non hanno differenze. Cerco di ragionare, mi costringo a rimanere fuori e a farmi una camminata, non devo avere paura, e allora vado per la strada che porta fuori dalla favela e cammino verso il nero imponendomi di arrivare almeno fino a dove sarà possibile fare una foto in cui si vedano le fioche luci appese sulle porte delle baracche. Mi torna in mente il tizio che ieri si era presentato a casa pretendendo di essere pagato per il suo servizio di "vigilanza" ...  il che significava: o paghi o ti succede qualcosa. Ed infatti alcune notti fa c'era stata una sparatoria proprio con qualcuno che come noi forse non aveva pagato. Il "diritto" è una parola che non esiste da queste parti, perché nessuno verrà a difenderlo, puoi solo conquistarti uno spazio con le tue forze e quotidianamente poi proteggerlo coi denti. Forse ho camminato abbastanza, mi giro, inquadro la favela e scatto. Quindi torno verso casa. Sono riuscito a vincere per cinque minuti la mia paura, ma è meglio non esagerare!